HAMMOND JAZZ ORGAN
Soul, groove e improvvisazione
con Alberto Gurrisi
Corso con sottotitoli disponibili in
🇮🇹 🇺🇸

I DETTAGLI DEL CORSO
Hammond Jazz Organ è un videocorso completo che ti accompagna alla scoperta dell'organo Hammond in ambito jazzistico e oltre. A guidare il percorso è Alberto Gurrisi, che affronta lo strumento dalle basi storiche e tecniche fino alle applicazioni più avanzate in contesti live e in studio.
Il corso parte dalla storia dello strumento, inventato nel 1935 da Lawrence Hammond, e ne esplora il funzionamento: drawbars, percussioni, effetti, pedaliera e gestione dinamica tramite pedale volume. Già dalle prime lezioni emergono i suoni classici della tradizione, da Jimmy Smith in poi, con combinazioni timbriche per voce solistica, accompagnamento e sezioni orchestrali.
La sezione centrale si concentra sulla mano sinistra: costruzione di linee di walking bass su singoli accordi e progressioni armoniche come II-V-I, blues, rhythm changes e latin. Gurrisi mostra come gestire basso e armonia simultaneamente, sfruttando la pedaliera. Ampio spazio è dedicato ai voicing jazz: quadriadi, estensioni, alterazioni, drop 2 e tecniche delle corna per allargare le voci e armonizzare melodie.
Il percorso prosegue con i materiali per l'improvvisazione: approcci cromatici, armonizzazioni della scala misolidia, pattern con salti, scale diminuite e esercizi ispirati a Coltrane e Barry Harris. Si esplorano poi il rapporto con gli altri strumenti, il comping, il two feel e diversi andamenti ritmici: jazz waltz, boogaloo, shuffle, funk e tempi dispari come 5/4, 7/4 e 9/4. Ogni lezione offre esempi pratici, esercizi progressivi e riferimenti a brani storici per contestualizzare tecniche e suoni in modo concreto e immediatamente applicabile.
INIZIA ORAIntroduzione alla storia dell'organo Hammond, inventato nel 1935 da Lawrence Hammond. Panoramica sul funzionamento dello strumento: drawbars, percussioni, effetti chorus-vibrato, pedaliera e gestione dinamica tramite pedale volume. Cenni sui generi musicali e sull'utilizzo nel jazz.
Rassegna delle combinazioni classiche dei drawbars più utilizzate nella tradizione jazzistica. Dal celebre sound 8-8-8 di Jimmy Smith ai timbri orchestrali e ai suoni di accompagnamento. Tecniche per simulare fiati, basso elettrico e sezioni armoniche con variazioni timbriche mirate.
Costruzione delle prime linee di basso su singoli accordi maggiori, minori e dominanti. Formule semplici con tonica, quinta, sesta e approcci cromatici. Introduzione ai gradi congiunti, salti d'ottava e utilizzo della pedaliera per arricchire il groove e dare profondità al suono.
Applicazione pratica delle tecniche di walking bass sulla progressione II-V-I, la struttura armonica più ricorrente nel jazz. Utilizzo di gradi congiunti, salti sulla sesta e approcci con note accordali per creare continuità armonica fluida e musicale tra gli accordi.
Il blues in chiave jazzistica: dalle dodici battute classiche alle varianti bebop. Turn around, passaggi al quarto grado, uso degli accordi diminuiti e progressioni diatoniche. Esempi pratici di linee di basso con approcci cromatici, sostituzioni tritoniche e cadenze II-V.
Struttura del rhythm changes basato su I Got Rhythm. Turn around, cascate di dominanti nel bridge e sostituzioni armoniche avanzate. Confronto con brani simili come Flying Home e Eternal Triangle. Uso di accordi diminuiti per creare movimento cromatico nella linea di basso.
Tecniche per suonare la bossa nova e altri stili latini. Basso sull'1 e sul 3 con note lunghe, approcci cromatici e scalari. Pattern ritmici per dare il senso del groove latin senza sovraccaricare il ritmo. Accenni ai voicing e alla gestione ritmica dell'accompagnamento.
Studio delle quadriadi nelle loro forme fondamentali: major 7, dominante, minore, semi diminuite e diminuite. Esercizi sequenziali su progressioni II-V-I con continuità armonica. Tecnica delle corna per allargare le voci e armonizzare melodie raddoppiando i toni guida.
Voicing a quattro voci con estensioni maggiori: forme 3-5-7-9 e tecniche di drop 2. Armonizzazioni allargate per favorire lo sviluppo dell'armonia. Utilizzo di due mani quando non si suona il basso, grazie all'ausilio della pedaliera per ampliare le possibilità armoniche.
Arricchimento dei voicing con estensioni e alterazioni sugli accordi dominanti. Uso di none bemolli, none diesis, tredicesime alterate e undicesime per creare densità armonica. Preparazione al capitolo successivo dedicato ai materiali per l'improvvisazione e alle scale modali avanzate.
Esercizi sui materiali fondamentali del linguaggio jazzistico: approcci cromatici, tensioni che risolvono su note accordali e aggiramento delle note target. Mappatura completa degli accordi maggiori, minori e dominanti in tutte le tonalità per sviluppare tecnica e consapevolezza armonica durante l'improvvisazione.
Armonizzazione della scala misolidia con quadriadi costruite sulle note della scala, ispirata al metodo di Barry Harris. Ogni nota viene armonizzata con arpeggi interni che formano frammenti di frase tipici del bebop. Esercizi ascendenti e discendenti con approcci cromatici e aggiramento.
Pattern basati sulla scala misolidia con salti di terza e di quarta. Esercizi con salti consecutivi e salti alternati, sia ascendenti che discendenti. Sonorità caratteristiche del bebop e del jazz modale, applicabili su progressioni armoniche e improvvisazioni su tempi medio-veloci.
Pattern discendente ispirato a Coltrane sulla scala dorica, con approccio cromatico su ogni triade contenuta nella scala. Varianti ritmiche con note accordali in battere o approcci cromatici in levare. Utilizzo di sedicesimi per tempi lenti, con sonorità sassofonistica e densa.
Studio delle scale diminuite costruite con alternanza semitono-tono. Solo tre scale per tutte le tonalità grazie alla simmetria interna. Diteggiatura a tre dita per velocità. Applicazione su accordi dominanti alterati e contesti modali come Caravan, con esercizi di salti di terza minore.
Rapporto con gli altri strumenti in diverse formazioni: organo trio con chitarra e batteria, ensemble allargati con fiati e percussioni. Tecniche di comping e accompagnamento, voicing a tre voci, pattern ritmici dello swing, two feel e gestione del basso con la mano sinistra.
Il jazz waltz e la differenza tra tre quarti e sei ottavi. Andamenti tipici come Someday My Prince Will Come con accento forte sull'1, e All Blues con pulsazione distribuita. Comprensione dei due punti forti nella battuta per interpretare correttamente il groove ternario.
Consigli sulla velocità e sull'uso del metronomo sul 2 e sul 4 per simulare lo swing reale. Suddivisione del tempo in zone multiple per studiare ritmi veloci senza ansia. Approccio rilassato ai tempi oltre i 300 bpm pensando alla metà della metà del beat.
Il boogaloo, groove tipico degli anni 40-50 con influenze latine e caraibiche. Basso sull'1 e sul 3, pattern ritmici fissi con la mano destra su accordi di tredicesima e nona. Esempi da Alligator Boogaloo di Lou Donaldson, Sidewinder di Lee Morgan e The Jody Grind.
Shuffle nel contesto del blues elettrico e del soul. Pattern ispirati a Jimmy Smith e al brano Midnight Special. Accompagnamenti ritmici regolari con figure shuffle classiche, utilizzabili anche con il pianoforte. Varianti con ribattuti e semplificazioni per adattarsi a diversi contesti solistici.
Tecniche funk applicate al jazz, partendo da Cantaloupe Island di Herbie Hancock. Uso di approcci cromatici ai gradi dell'accordo, passaggi sul sesto grado e marcatura dei quarti con il pump della pedaliera. Pattern della mano destra derivati da shuffle e boogaloo.
Panoramica pratica sui tempi dispari 5/4, 7/4 e 9/4, tra suddivisioni interne, clave e differenze tra swing ed ottavi dritti. Capire la logica degli accenti è la chiave per far suonare naturale anche il groove più irregolare.
ESTRATTI DEL CORSO
I CORSI SU MUSICEZER
95%
Grado di soddisfazione degli utenti
87%
Grado di completamento dei corsi
PUNTI DI FORZA
Un percorso didattico video in 4K e audio HD, il booklet completo di tutte le trascrizioni delle parti musicali analizzate e suonate da Alberto Gurrisi.

♾️ IL CORSO È TUO PER SEMPRE

🎧 COME IN PRIMA FILA

🎓 IMPARI DA CHI SUONA DAVVERO

ALBERTO GURRISI
Nato a Milano nel 1984, inizia con il pianoforte classico ma ben presto vira sul jazz, studiando con Fabrizio Bernasconi (strumento) e Filippo Daccò (armonia funzionale). Dal 2003 al 2007 frequenta i Civici Corsi di Jazz di Milano con Paolo Birro e Mario Rusca.
Nel 2003 scopre l'organo Hammond da autodidatta e non si ferma più. Cerca confronti con i grandi del manuale: Joey DeFrancesco, Sam Yahel, Larry Goldings, Tony Monaco. Da quel momento l'organo diventa il suo strumento principale.
In quegli anni incontra Franco Cerri, con cui collabora stabilmente dal 2007 al 2018, e Sugar Blue, leggendario armonicista blues americano. Con Sugar Blue gira blues festival in Italia e in Europa (2006-7).
Dal 2003 suona regolarmente con il chitarrista Alessandro Usai. Insieme danno vita a due progetti: lo Spare Time Trio (dal 2004) e l'Alex Usai Blues Band (dal 2009), con cui pubblicano quattro album e girano club e festival italiani.
Nel 2011 si trasferisce a Torino e forma il suo quartetto con Gianni Denitto (sax alto), Gianni Virone (sax tenore) e Alessandro Minetto (batteria). Insieme incidono "888" nel 2015 e "Social Distance" nel 2025.
Come sideman suona in tutta Europa con diversi gruppi, tra cui il Max Ionata Trio con Gegè Telesforo e l'Eddie Martin Blues Band. Co-produce dischi con il Pepe Ragonese Organ Trio, l'Happy Tree Quartet di Alfredo Ferrario e Marco Castiglioni, e due album con l'Alessio Menconi Trio.
Dal 2015 è cofondatore dei Blue Moka, che collaborano stabilmente con Fabrizio Bosso. Il primo album esce nel 2017, registrato alla Casa del Jazz di Roma, seguito da decine di concerti. Nel 2023 arriva il secondo lavoro in quartetto, "Enjoy".
Nel 2018 porta il suo trio al Torino Jazz Festival con due pezzi da novanta americani: Seamus Blake al sax tenore e Adam Nussbaum alla batteria. Il concerto viene ritrasmesso su Radio Rai3.
Dopo due anni vissuti a Roma, dal 2019 al 2023 collabora stabilmente con Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani nel progetto "Connection", che nel 2021 diventa un album pubblicato da Warner Music.
Alterna i concerti con l'attività didattica: incontri collettivi sulla musica d'insieme e lezioni individuali, in presenza e online.
Sul palco ha suonato con musicisti del calibro di Joe Cohn, Jim Mullen, Doug Webb, Rob Sudduth, Darryl Jones, Enrico Rava, Max Ionata, Gegè Telesforo, oltre a progetti con la Torino Jazz Orchestra più Carla Bley, Steve Swallow e Andy Sheppard. E poi ancora Mauro Negri, Emanuele Cisi, Bebo Ferra, Giovanni Amato, Francesco Cafiso, Tino Tracanna, Amedeo Ariano, Massimo Manzi, Alfredo Ferrario, Enzo Zirilli, Andrea Dulbecco, Luigi Tessarollo, Dino Piana, Gianni Sanjust, Tiziana Ghiglioni, Emilio Soana, Paolo Tomelleri e molti altri protagonisti della scena jazz italiana.
STUDIA CON IL MAESTROMA QUANTO MI COSTA?
Accessibile a tutti a una frazione del suo valore reale!


